Dati non strutturati nelle PMI: un costo nascosto
I dati non strutturati nelle PMI rappresentano oggi uno dei principali costi nascosti per le imprese italiane.
In un contesto sempre più guidato dalle informazioni, molte aziende producono grandi quantità di dati senza una reale consapevolezza di come vengano raccolti, gestiti e utilizzati. Quando questi dati non sono governati in modo strutturato, l’impatto su efficienza operativa, qualità delle decisioni e risultati economici può diventare significativo.
Secondo recenti analisi, la mancanza di dati strutturati e accessibili può portare le PMI a perdere fino al 25% del fatturato potenziale (secondo uno studio del MIT Sloan Management Business), non per mancanza di mercato o competenze, ma per una gestione frammentata delle informazioni aziendali.
Cosa si intende per dati non strutturati nelle PMI
Per dati non strutturati si intendono tutte quelle informazioni che non seguono un formato standardizzato e facilmente interrogabile: documenti PDF, file Word o Excel non condivisi, email, presentazioni, immagini, report salvati localmente, note informali o dati duplicati su più sistemi.
Nelle PMI questo fenomeno è particolarmente diffuso perché:
• i processi crescono in modo incrementale, spesso senza una progettazione iniziale;
• le soluzioni digitali vengono introdotte per necessità immediate, non come parte di un disegno complessivo;
• la gestione dei dati è raramente presidiata da ruoli o competenze dedicate.
Il risultato è un patrimonio informativo disperso, difficile da recuperare e poco utilizzabile a supporto delle decisioni.
Perché i dati non strutturati diventano un problema di business
Il vero rischio non è solo tecnologico, ma strategico. Quando i dati non sono organizzati, condivisi e affidabili, l’azienda fatica a trasformarli in valore.
Secondo quanto riportato da analisi dedicate alle PMI italiane, questa disorganizzazione informativa può tradursi in opportunità mancate, errori di valutazione e perdita di competitività sul medio periodo.
Dati, competenze e consapevolezza organizzativa
Affrontare il tema dei dati non strutturati non significa semplicemente adottare nuovi strumenti digitali. Il nodo centrale è la consapevolezza organizzativa: capire che i dati sono un asset aziendale e che, come tale, richiedono regole, processi e competenze.
In questo senso, la formazione gioca un ruolo chiave. Non solo formazione tecnica, ma percorsi che aiutino manager e collaboratori a comprendere il valore strategico dei dati ed adottare pratiche condivise di gestione e archiviazione.
È in questa logica che realtà come Conformity, focalizzata sulla formazione per le PMI, lavorano per accompagnare le aziende in percorsi di crescita della maturità organizzativa, dove dati, processi e persone vengono riallineati in modo coerente.
In un mercato in cui il vantaggio competitivo si gioca sempre più sulla capacità di leggere la realtà attraverso i dati, ignorare questo tema non è più un’opzione. I dati non strutturati rappresentano un costo nascosto, ma anche un’opportunità concreta per le PMI che scelgono di affrontarli con metodo e consapevolezza.

